lunedì 28 marzo 2016

Siria, Palmira liberata dall’Isis: pronti a partire anche i Caschi blu della cultura

Siria, Palmira liberata dall’Isis: pronti a partire anche i Caschi blu della cultura

Lunedì 28 marzo 2016 da Il Cittadino online 


LEGGI «I miei caschi blu» - Nei giorni di Pasqua la città siriana di Palmira, in mano all’Isis dal maggio 2015, è stata liberata. E i Caschi blu della cultura dell’Onu, nati (anche) da un’intuizione del vimercatese Roberto Rampi, sono pronti a partire.



Le condizioni di Palmira sono migliori di quanto ci si potesse aspettare. Lo riferisce il direttore delle antichità...
Pubblicato da Roberto Rampi su Lunedì 28 marzo 2016



«Poco più di un anno fa ponendo il tema alla Camera di un contingente dedicato alla difesa del patrimonio, erano i giorni delle distruzioni nella piana di Ninive e a Mosul. Qualche mese dopo toccò a Palmira. Molti considerarono quella proposta campata per aria. Oggi ci son le condizioni perché quel contingente svolga il suo ruolo proprio a Palmira, di tutela e di ricostruzione».
Lo scrive l’onorevole vimercatese Roberto Rampi a proposito della possibilità che i Caschi blu della cultura dell’Onu, così era stato definito quel contigente, possano partire per la Siria. “Noi siamo pronti”, aveva detto pochi giorni fa il ministro Dario Franceschini all’agenzia Ansa.
Nei giorni di Pasqua le forze governative siriane, appoggiate dai raid russi, hanno ripreso il “pieno controllo” di Palmira, la città in mano all’Isis dal maggio 2015 che ospita il sito archeologico d’epoca romana patrimonio Unesco. La notizia è arrivata dalla tv di Stato siriana su fonti militari e degli attivisti dell’Osservatorio per i diritti umani, che hanno parlato anche di diversi morti tra gli estremisti. Il custode del sito archeologico, ed ex direttore, Khaled Asaad era stato decapitato in estate dai jihadisti.
Un primo sopralluogo nella città liberata ha permesso di trovare una situazione del patrimonio storico e artistico migliore del previsto. Lo ha riferito il direttore delle antichità siriane Maamoun Abdulkarim e l’ha in parte confermato un video esclusivo pubblicato nei giorni scorsi da Russia 24, dove si mostra l’anfiteatro romano quasi intatto e gli edifici religiosi danneggiati.

Intanto i Caschi blu sono pronti per intervenire. “I nostri caschi blu della Cultura non sono solo un’idea ma una realtà operativa – ha detto il ministro Franceschini - una Task Force di carabinieri e civili, pronta a intervenire non appena ci verrà chiesto dalla comunità internazionale. Siamo il primo e unico Paese ad avere firmato un protocollo con l’Unesco su questo”.

Сирийская армия продолжает бои за полное освобождение Пальмиры. В горячей точке работают наши коллеги – журналисты ВГТРК...
Pubblicato da Телеканал "Культура" su Sabato 26 marzo 2016
E quei caschi blu sono nati da un’intuizione vimercatese. Nel dicembre 2014, il deputato del Pd Roberto Rampi, aveva presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare, sottoscritta da un’altra decina di colleghi del Partito democratico e di Sel, per chiedere “un’azione energica” italiana ed europea che, attraverso la costituzione di una forza internazionale, fermasse la distruzione del patrimonio culturale e artistico massacrato dai miliziani del sedicente Isis. Poi, a distanza di neppure un anno, nell’ottobre 2015 era stata l’Onu a porre sotto la sua egida l’istituzione dei ‘caschi blu della cultura’.



Palmira torneà come prima. La vittoria militare dell'esercito di Damasco contro i militanti del gruppo Stato Islamico è una mossa simbolica e strategica di primaria importanza in Siria.


Siria, Franceschini: «L’Italia pronta all’invio di caschi blu culturali»

Siria, Franceschini: «L’Italia pronta all’invio di caschi blu culturali»
Corriere della Sera online
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Dopo liberazione di Palmira da Isis, è già stato firmato il protocollo con l'Unesco. Si tratta di una task force di carabinieri e civili, pronta a intervenire «non appena ci verrà chiesto dalla comunità internazionale» ha detto il ministro dei Beni culturalidi Paolo Conti

«I nostri Caschi Blu della Cultura sono pronti ad intervenire a tutela del patrimonio culturale minacciato o devastato dal terrorismo internazionale. Se Palmira sarà la prima occasione in cui verremo chiamati lo decideranno l'Unesco e la comunità internazionale, che devono anche stabilire tempi, modalità e coinvolgimento di uno o più paesi. Noi comunque siamo pronti». Lo ha ribadito il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, commentando quanto detto dal presidente siriano, Bashar al Assad, secondo il quale le forze governative hanno ripreso il totale controllo della città di Palmira, in mano all'Isis dal maggio 2015, che ospita il sito archeologico romano dichiarato patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Una task force con una preparazione in campo storico-artistico
«Pronto l'intervento a Palmira»

Il ministro offre dunque l'immediata disponibilità del corpo speciale nato per iniziativa italiana (il presidente del Consiglio Matteo Renzi ne parlò nell'autunno scorso all'assemblea generale dell'Onu mentre Franceschini la espose al Consiglio generale Unesco a Parigi). E' composto da uomini e dome dell'arma dei Carabinieri che hanno seguito un corso speciale per partecipare ad azioni in aree di alto rischio e hanno ricevuto una preparazione in campo storico-artistico, ma partecipa anche una pattuglia di restauratori e specialisti del ministero per i Beni e le attività culturali. E' previsto in un secondo momento, in ogni azione in cui sarà impegnato il corpo, la collaborazione di professori universitari specializzati nella materia che sarà richiesta dal tipo di intervento. 
Nel caso di Palmira, dove per anni ha per esempio lavorato il personale impegnato nel progetto «Palmais» (Palmira Missione Archeologica Italo Siriana) molti archeologi italiani sono in grado di intervenire rapidamente proprio per l'accuratissima a conoscenza del luogo. Per esempio Maria Teresa Grassi, docente di Archeologia delle Province Romane all'Università degli Studi di Milano, responsabile dal 2007 al 2010 del progetto «Palmais», che aveva dichiarato nel maggio 2015 a Francesca Gambarini di Corriere.tv, esprimendo la sua preoccupazione che potesse essere saccheggiato il museo archeologico di Palmira per immettere pezzi sul mercato clandestino e finanziare così il terrorismo: «A Palmira c'erano queste tombe collettive dei clan locali che ospitavano fino a 300-400 persone e ogni loculo era chiuso da un bellissimo rilievo con il ritratto del defunto. Sono famosissimi, ci sono in tutti i musei del mondo, dal Louvre al British Museum». I Caschi Blu della cultura potrebbero anche compiere una ricognizione nel museo e stabilire se ci siano stare o meno ruberie. Ma la parola passa ora all'Unesco e al governo della Siria, senza una richiesta i Caschi Blu della Cultura non possono certo partire.



















Chi salverà i Monuments Men

Dai saccheggi nazisti ai disastri naturali e alla furia dell’Is Una mostra racconta gli uomini e le donne che difesero statue, templi e dipinti. Anche a costo della loro stessa vita

Chi salverà i Monuments Men da La Repubblica 27 marzo 2016 
ROBERT M. EDSEL
KHALED AL-ASAAD, OTTANTATRÉ ANNI, archeologo siriano in pensione noto con il soprannome di Mister Palmira per la sua straordinaria conoscenza di quella venerata città di epoca romana, è stato giustiziato lo scorso agosto 2015. Jihadisti dello Stato Islamico lo hanno pubblicamente decapitato, appendendo poi per i polsi il suo corpo a un semaforo, con la testa ai suoi piedi. Attaccato alla vita, un cartello elencava i presunti crimini: partecipazione a “conferenze di infedeli” e “direttore di idolatria” per la passione di una vita dedicata a documentare e condividere la storia di Palmira, sua città natale. L’attuale direttore dei musei siriani ha fornito una spiegazione più razionale: nonostante i ripetuti interrogatori, al-Asaad aveva rifiutato di confessare il luogo dove statue e altre opere d’arte erano state nascoste per proteggerle dall’arrivo dei militanti dell’Is.
Quella di Khaled al-Asaad non è la prima morte al servizio dell’arte in tempo di guerra. Già durante il Secondo conflitto mondiale, nel marzo 1945, il maggiore Ronald Balfour, Monuments Man inglese, fu ucciso da una granata mentre rimuoveva tesori artistici dalla Chiesa di Cristo Re a Kleve, in Germania. Il mese successivo, un colpo di mitragliatrice costò la vita al Monuments Man americano capitano Walter Huchthausen mentre controllava un rapporto di arte trafugata. Seppure fossero due studiosi, Balfour e Huchthausen indossavano uniformi militari. Al-Asaad era invece un semplice civile, armato solamente della sua vasta conoscenza della grande Palmira. La sua determinazione nel proteggere quel che restava di quella grande civiltà si può paragonare a quella della grande eroina francese Rose Valland. Dal 1940 al 1944, questa donna modesta lavorò come custode del piccolo museo parigino che i nazisti avevano requisito per le loro operazioni di saccheggio, e ne spiò per tutto il tempo le attività. Sospettata e per due volte minacciata di esecuzione sommaria, la Valland continuò la sua opera, e fu una fortuna. I suoi appunti segreti che registravano l’arrivo di arte trafugata e la successiva spedizione verso la Germania si rivelarono di fondamentale importanza per la scoperta di più di ventimila opera d’arte da parte dei Monuments Men. Rose Valland si unì in seguito a loro e proseguì la ricerca delle opere d’arte disperse fino alla sua morte nel 1980.
L’orribile uccisione di al-Asaad, così come la morte di Balfour e Huchthausen, testimoniano quanto possa costare proteggere opere d’arte e altri beni culturali durante i conflitti ar- mati. Balfour e Huchthausen ne erano consapevoli prima di arruolarsi come volontari, ma vollero ugualmente servire la causa. Anche al-Asaad, secondo il figlio Walid, conosceva il rischio di restare nella sua città natale nonostante le numerose opportunità di fuggire prima dell’accerchiamento di Palmira da parte delle truppe dell’Is. A questo punto la domanda è: ma l’arte vale una vita?
È una domanda che mira dritto al cuore della missione dei Monuments Men durante la Seconda guerra mondiale, così come a quella di tanti volontari che allora come oggi rischiano la propria vita per salvare il patrimonio culturale dell’umanità. Il comandante supremo delle forze alleate, Eisenhower, credeva che la risposta dovesse essere «no», sostenendo che una vita umana conta «infinitamente» di più. Il Monuments Man capitano Deane Keller, professore di storia dell’arte presso l’Università di Yale e artista lui stesso, era d’accordo. Keller, che nei suoi tre anni di servizio in Italia venne a trovarsi per oltre un anno nella zona di combattimento, scrisse che «la vita di un giovane americano vale più di qualsiasi monumento». E tuttavia fece una distinzione fondamentale: tra la differenza nel rischiare la vita per salvare un oggetto d’arte rispetto a rischiare la vita per una causa. Come gli altri Monuments Men, Keller considerò un privilegio poter rappresentare la propria nazione nella lotta per difendere la libertà di espressione creativa degli artisti, e preservare i più grandi esempi di quanto creato dagli artisti del passato.
Anche il generale Eisenhower si espresse sull’argomento, dicendo nel 1946 che «almeno per quanto riguarda una democrazia, gli ideali per cui [una guerra] viene combattuta vivono oltre il materialismo e la distruttività della guerra». Anche il Monuments Man tenente comandante George Stout, quando nel 1943 aveva dovuto perorare presso il presidente americano Roosevelt la necessità di creare un’unità per la protezione del patrimonio culturale, si era espresso con chiarezza e passione: «La salvaguardia di questi beni… dimostrerà il nostro rispetto per le credenze e i costumi di tutti e testimonierà che queste opere non sono patrimonio di un unico popolo ma dell’intera umanità. Preservarle fa parte della responsabilità che grava sui governi delle Nazioni Unite». Roosevelt fu d’accordo. Balfour, Huchthausen e oggi al-Asaad a Palmira hanno onorato questi alti ideali. Le Nazioni Unite ancora no.
Robert M. Edsel è autore di tre libri sull’argomento A uno di questi, “ Monuments Men: eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della Storia” ( Sperling& Kupfer) si è ispirato il regista, attore e produttore George Clooney per il suo film del 2014
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L'articolo di Repubblica domenica 27 marzo 2016 

LA MOSTRA
AL GRANDE “ESERCITO” DEI MONUMENTS MEN È DEDICATA LA MOSTRA “SALVARE LA MEMORIA (LA BELLEZZA, L’ARTE, LA STORIA) STORIE DI DISTRUZIONI E RINASCITA”, A CURA DI ELENA MARIA MENOTTI E SANDRINA BANDERA, AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI MANTOVA FINO AL 5 GIUGNO. NELLA FOTO GRANDE, IL PALAZZO DI HANUMAN DHOKA RIDOTTO IN MACERIE, A KATHMANDU, DOPO IL VIOLENTO TERREMOTO CHE HA SCONVOLTO IL NEPAL IL 25 APRILE 2015: TRA I MONUMENTS MEN DEL XXI SECOLO ARRIVATI IN NEPAL A DARE UNA MANO DOPO LA TRAGEDIA C’ERA ANCHE UN GRUPPO DI RESTAURATORI ITALIANI

domenica 27 marzo 2016

UNESCO Director-General and President Vladimir Putin discuss the protection of Palmyra's cultural heritage

Articolo originale qui

UNESCO Director-General and President Vladimir Putin discuss the protection of Palmyra's cultural heritage
© UNESCO/Ron Van Oers -- Palmyra

Following the liberation of Palmyra, the Director-General of UNESCO, Ms Irina Bokova, discussed with HE Mr Vladimir Putin, President of the Russian Federation, during a telephone conversation on 27 March 2016, the protection and preservation of the cultural heritage of Palmyra.

"I stand ready to send a UNESCO emergency assessment experts' mission‎ to map the damages at the UNESCO World Heritage site of Palmyra", declared Irina Bokova.
President Putin informed the Director-General of his readiness to provide immediate support and expertise of his country to a UNESCO expert mission to Palmyra as soon as the security situation would allow.  
He assured the Director-General of the wide-ranging experience of Russian experts from The Heritage Museum in St. Petersburg, including from work under UNESCO's leadership on the preservation and reconstruction of the cultural heritage of Syria.
‎‎The Director-General also held a telephone conversation with Mr. ‎ Maamun Abdulkarim, the Director of the Department of Syrian Antiquities, concerning the latest updates on the situation of the site following its recent liberation.
She invited Mr. Abdulkarim to come to UNESCO in the next days in order to prepare for the sending of the UNESCO expert mission and she reiterated her full support for the restoration of Palmyra underscoring "the critical role of cultural heritage for resilience, national unity, and peace". 
Mr. Abdulkarim thanked the Director-General, confirming the need to ensure restoration works at the site under UNESCO auspices, as soon as the security requirements will be ensured on the ground.
Before concluding, Irina Bokova informed Mr. Abdulkarim  that UNESCO will be holding a conference of experts on the reconstruction of the cultural heritage of Syria by the end of April.

Siria: Damasco riprende pieno controllo di Palmira

Siria: Damasco riprende pieno controllo di Palmira


Ansa 


Il presidente siriano Assad: successo della nostra strategia

Le forze governative siriane, appoggiate dai raid russi, hanno ripreso il "pieno controllo" di Palmira, la città in mano all'Isis dal maggio 2015 che ospita il sito archeologico d'epoca romana patrimonio Unesco. Lo riferiscono la tv di Stato siriana citando fonti militari e gli attivisti dell'Osservatorio per i diritti umani che parlano anche di diversi morti tra gli estremisti.

La riconquista di Palmira dimostra il successo della strategia perseguita dall'esercito siriano e dai suoi alleati nella "guerra al terrorismo". Così il presidente siriano, Bashar al Assad, riferisce la tv di Stato, dopo che il regime ha ripreso il pieno controllo della città, in mano all'Isis dal maggio 2015. Secondo Assad, si tratta di un "risultato importante".

Regime Damasco riprende il controllo di Palmira © AP
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

sabato 26 marzo 2016

Syrian Antiquities Agency Plans to Start Restoring Palmyra in April

Syrian Antiquities Agency Plans to Start Restoring Palmyra in April
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Syria's Directorate-General for Antiquities and Museums (DGAM) is hoping to begin restoration works for monuments in the city of Palmyra after many of them were destroyed or damaged by Daesh terrorists, the agency’s head said Saturday.

MOSCOW (Sputnik) — The Syrian army’s offensive on the city of Palmyra to recapture it from Daesh terrorists began on Thursday. On Friday, the units of the Syrian army and patriotic militia retook the historic Palmyra Castle from Daesh terrorists, reports said.
"I think we shall start working in April, when the city will be completely safe. Experts on the ground will look over the situation and assess destruction [of monuments]," Maamoun Abdulkarim told RIA Novosti.
According to Abdulkarim, the experts are intent on completely restoring two temples, the 2,000-year-old Roman arch of triumph and funerary towers which were destroyed by the jihadists.
Palmyra is considered key for advancing to Daesh stronghold of Raqqa in eastern Syria.
The city of Palmyra and its historic ruins have been under Daesh control since May 2015. The terrorist group has since destroyed part of the ruins, which are a designated UNESCO World Heritage site.


Read more: http://sputniknews.com/middleeast/20160326/1037010632/palmyra-restoration-april.html#ixzz44BBcdpfe

Siria: le prime immagini di Palmira trasmesse dalla tv russa


venerdì 25 marzo 2016

UNESCO Director-General welcomes the liberation of Palmyra

Articolo originale 

© UNESCO/Silvan RehfeldPalmyra (Syrian Arab Republic)

"I welcome the liberation of the Palmyra archeological site, martyr city inscribed on the UNESCO world heritage list, which carries the memory of the Syrian people, and the values of cultural diversity, tolerance and openness that have made this region a cradle of civilization." Said the Director General of UNESCO.

"For one year, Palmyra has been a symbol of the cultural cleansing plaguing the Middle East. The dynamiting and pillage of its treasures, to break an entire society, sparked a unanimous indignation and strengthened the unprecedented mobilization in favor of the values ​​that unite all humanity." 
"The destruction of temples of Baal Shamin and Bel, the funeral towers and the Triumphal Arch are an immense loss for the Syrian people and the world.” 
"As soon as security conditions allow, UNESCO is ready to go to Palmyra with those responsible for Syrian antiquities on a mission to evaluate damage and protect the priceless heritage of the city of Palmyra, crossroad of cultures since the dawn of humanity. The deliberate destruction of heritage is a war crime, and UNESCO will do everything in its power to document the damage so that these crimes do not go unpunished. I wish to remind all parties present of the absolute necessity to preserve this unique heritage as an essential condition for peace and the future of the region” she concluded. 


Una mostra a Mantova commemora Khaled al-Assad, il martire di Palmira. E mette in guardia sulla fragilità del patrimonio culturale mondiale

Una mostra a Mantova commemora Khaled al-Assad, il martire di Palmira. E mette in guardia sulla fragilità del patrimonio culturale mondiale


Inaugura il 23 marzo a Mantova la mostra Salvare la memoria (la bellezza, l’arte, la storia). Storie di distruzioni e rinascita che celebra al Museo Archeologico Nazionale la figura di Khaled al-Asaad, lo studioso e archeologo di fama internazionale barbaramente decapitato dall’Isis a 81 anni davanti al Museo di Palmira diretto per lungo tempo, lo scorso agosto 2015. Non è il primo, questo, dei molti omaggi che si sono realizzati per celebrare una delle figure più eroiche che il mondo della cultura ha potuto vantare negli ultimi anni e per stigmatizzarne il martirio. Il mese di novembre aveva infatti visto la città di Milano celebrare al Castello Sforzesco il difensore di Palmira con L’albero dei Giusti, iniziativa dell’associazione Gariwo. Fino al 5 giugno invece, con l’obiettivo inoltre di riportare alla luce i temi della fragilità del patrimonio artistico internazionale e sul contributo reso, in nome della sua salvaguardia e difesa, dall’esercito pacifico dei Monument Men, il museo mantovano apre una mostra a cura di Elena Maria Menotti e Sandrina Bandera.
NON SOLO SIRIA
Non solo la Siria, sotto la lente, ma anche tutte quelle collezioni, quei manufatti, quegli oggetti del patrimonio mondiale che le guerre, i cataclismi, l’incuria, l’abbandono rendono precari: dal terremoto in Nepal del 2015 all’alluvione di Firenze del 1966, ampio sarà il panorama delle situazioni a rischio rappresentate. Anche con qualche barlume di speranza. Immagini, documenti, filmati, testimonianze originali e reperti presenteranno, infatti, ai visitatori storie di ricostruzione, di ostinazione, di coraggio, di impegno. Tra le opere esposte, alcune di particolare pregio provengono proprio dal sito di Palmira, in Siria, le cui recenti scene di devastazione hanno indignato e ferito l’opinione pubblica internazionale.