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lunedì 28 marzo 2016

Siria, Palmira liberata dall’Isis: pronti a partire anche i Caschi blu della cultura

Siria, Palmira liberata dall’Isis: pronti a partire anche i Caschi blu della cultura

Lunedì 28 marzo 2016 da Il Cittadino online 


LEGGI «I miei caschi blu» - Nei giorni di Pasqua la città siriana di Palmira, in mano all’Isis dal maggio 2015, è stata liberata. E i Caschi blu della cultura dell’Onu, nati (anche) da un’intuizione del vimercatese Roberto Rampi, sono pronti a partire.



Le condizioni di Palmira sono migliori di quanto ci si potesse aspettare. Lo riferisce il direttore delle antichità...
Pubblicato da Roberto Rampi su Lunedì 28 marzo 2016



«Poco più di un anno fa ponendo il tema alla Camera di un contingente dedicato alla difesa del patrimonio, erano i giorni delle distruzioni nella piana di Ninive e a Mosul. Qualche mese dopo toccò a Palmira. Molti considerarono quella proposta campata per aria. Oggi ci son le condizioni perché quel contingente svolga il suo ruolo proprio a Palmira, di tutela e di ricostruzione».
Lo scrive l’onorevole vimercatese Roberto Rampi a proposito della possibilità che i Caschi blu della cultura dell’Onu, così era stato definito quel contigente, possano partire per la Siria. “Noi siamo pronti”, aveva detto pochi giorni fa il ministro Dario Franceschini all’agenzia Ansa.
Nei giorni di Pasqua le forze governative siriane, appoggiate dai raid russi, hanno ripreso il “pieno controllo” di Palmira, la città in mano all’Isis dal maggio 2015 che ospita il sito archeologico d’epoca romana patrimonio Unesco. La notizia è arrivata dalla tv di Stato siriana su fonti militari e degli attivisti dell’Osservatorio per i diritti umani, che hanno parlato anche di diversi morti tra gli estremisti. Il custode del sito archeologico, ed ex direttore, Khaled Asaad era stato decapitato in estate dai jihadisti.
Un primo sopralluogo nella città liberata ha permesso di trovare una situazione del patrimonio storico e artistico migliore del previsto. Lo ha riferito il direttore delle antichità siriane Maamoun Abdulkarim e l’ha in parte confermato un video esclusivo pubblicato nei giorni scorsi da Russia 24, dove si mostra l’anfiteatro romano quasi intatto e gli edifici religiosi danneggiati.

Intanto i Caschi blu sono pronti per intervenire. “I nostri caschi blu della Cultura non sono solo un’idea ma una realtà operativa – ha detto il ministro Franceschini - una Task Force di carabinieri e civili, pronta a intervenire non appena ci verrà chiesto dalla comunità internazionale. Siamo il primo e unico Paese ad avere firmato un protocollo con l’Unesco su questo”.

Сирийская армия продолжает бои за полное освобождение Пальмиры. В горячей точке работают наши коллеги – журналисты ВГТРК...
Pubblicato da Телеканал "Культура" su Sabato 26 marzo 2016
E quei caschi blu sono nati da un’intuizione vimercatese. Nel dicembre 2014, il deputato del Pd Roberto Rampi, aveva presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare, sottoscritta da un’altra decina di colleghi del Partito democratico e di Sel, per chiedere “un’azione energica” italiana ed europea che, attraverso la costituzione di una forza internazionale, fermasse la distruzione del patrimonio culturale e artistico massacrato dai miliziani del sedicente Isis. Poi, a distanza di neppure un anno, nell’ottobre 2015 era stata l’Onu a porre sotto la sua egida l’istituzione dei ‘caschi blu della cultura’.



Palmira torneà come prima. La vittoria militare dell'esercito di Damasco contro i militanti del gruppo Stato Islamico è una mossa simbolica e strategica di primaria importanza in Siria.


Siria, Franceschini: «L’Italia pronta all’invio di caschi blu culturali»

Siria, Franceschini: «L’Italia pronta all’invio di caschi blu culturali»
Corriere della Sera online
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Dopo liberazione di Palmira da Isis, è già stato firmato il protocollo con l'Unesco. Si tratta di una task force di carabinieri e civili, pronta a intervenire «non appena ci verrà chiesto dalla comunità internazionale» ha detto il ministro dei Beni culturalidi Paolo Conti

«I nostri Caschi Blu della Cultura sono pronti ad intervenire a tutela del patrimonio culturale minacciato o devastato dal terrorismo internazionale. Se Palmira sarà la prima occasione in cui verremo chiamati lo decideranno l'Unesco e la comunità internazionale, che devono anche stabilire tempi, modalità e coinvolgimento di uno o più paesi. Noi comunque siamo pronti». Lo ha ribadito il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, commentando quanto detto dal presidente siriano, Bashar al Assad, secondo il quale le forze governative hanno ripreso il totale controllo della città di Palmira, in mano all'Isis dal maggio 2015, che ospita il sito archeologico romano dichiarato patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Una task force con una preparazione in campo storico-artistico
«Pronto l'intervento a Palmira»

Il ministro offre dunque l'immediata disponibilità del corpo speciale nato per iniziativa italiana (il presidente del Consiglio Matteo Renzi ne parlò nell'autunno scorso all'assemblea generale dell'Onu mentre Franceschini la espose al Consiglio generale Unesco a Parigi). E' composto da uomini e dome dell'arma dei Carabinieri che hanno seguito un corso speciale per partecipare ad azioni in aree di alto rischio e hanno ricevuto una preparazione in campo storico-artistico, ma partecipa anche una pattuglia di restauratori e specialisti del ministero per i Beni e le attività culturali. E' previsto in un secondo momento, in ogni azione in cui sarà impegnato il corpo, la collaborazione di professori universitari specializzati nella materia che sarà richiesta dal tipo di intervento. 
Nel caso di Palmira, dove per anni ha per esempio lavorato il personale impegnato nel progetto «Palmais» (Palmira Missione Archeologica Italo Siriana) molti archeologi italiani sono in grado di intervenire rapidamente proprio per l'accuratissima a conoscenza del luogo. Per esempio Maria Teresa Grassi, docente di Archeologia delle Province Romane all'Università degli Studi di Milano, responsabile dal 2007 al 2010 del progetto «Palmais», che aveva dichiarato nel maggio 2015 a Francesca Gambarini di Corriere.tv, esprimendo la sua preoccupazione che potesse essere saccheggiato il museo archeologico di Palmira per immettere pezzi sul mercato clandestino e finanziare così il terrorismo: «A Palmira c'erano queste tombe collettive dei clan locali che ospitavano fino a 300-400 persone e ogni loculo era chiuso da un bellissimo rilievo con il ritratto del defunto. Sono famosissimi, ci sono in tutti i musei del mondo, dal Louvre al British Museum». I Caschi Blu della cultura potrebbero anche compiere una ricognizione nel museo e stabilire se ci siano stare o meno ruberie. Ma la parola passa ora all'Unesco e al governo della Siria, senza una richiesta i Caschi Blu della Cultura non possono certo partire.



















mercoledì 17 febbraio 2016

«Difendere l’arte da guerre e catastrofi» L’Italia vara i Caschi Blu della cultura

da Il Giorno 17 febbraio 2016 
di Beatrice Bertuccioli 
ROMA  
PALMIRA, l’antica città romana devastata dall’Isis in Siria. I giganteschi Buddha distrutti dai talebani nel 2001 in Afghanistan. E’ la ‘pulizia culturale’. Il terrorismo annienta vite umane ma punta anche a cancellare quei tesori d’arte più di altri rappresentativi di un popolo, della sua cultura e identità. E quello che non ha distrutto lo mette in vendita nel mercato clandestino delle opere d’arte per finanziarsi. Talvolta, poi, ci si mette anche la natura, con la sua forza devastatrice. Contrastare questa varia e considerevole furia distruttrice, non è semplice, ma l’Italia è decisa a provarci, e lo fa per prima. E’ stata sancita ufficialmente ieri la nascita della task force dei Caschi Blu della cultura, ‘Unite for Heritage’, una nuova formazione che agirà in ambito internazionale sotto le insegne dell’Unesco, l’Organizzazione culturale dell’Onu. Ieri mattina, presso le Terme di Diocleziano (Patrimonio Unesco, con cumuli di mondezza accanto a uno degli ingressi), la firma e la presentazione da parte dei ministri dei Beni culturali, Dario Franceschini, degli Esteri, Paolo Gentiloni, della Difesa, Roberta Pinotti, dell’Istruzione, Stefania Giannini, e ancora del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e del direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova.  Era stato il ministro Franceschini a lanciare l’idea dei Caschi Blu della cultura: una proposta poi accolta e sottoscritta, nell’ottobre scorso, da 53 Paesi. L’Italia, dunque, è la prima a mettere da subito a disposizione questa squadra, ma altri Paesi – si spera – faranno presto altrettanto. Per aiutare quei Paesi che da soli non ce la fanno, o che si trovano in una situazione di particolare emergenza.  LA TASK FORCE italiana è composta da trenta carabinieri del Nucleo speciale per la Tutela del Patrimonio Artistico e da trenta civili, esperti come archeologi o storici dell’arte o restauratori dell’Istituti Centrale del Restauro e dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. A Torino, come annunciato dal sindaco Piero Fassino, il centro per la formazione del personale per questa task force. Non interverranno durante i conflitti, ma quando gli scontri saranno finiti: per recuperare, catalogare, restaurare. Oppure prima, per tentare di mettere in sicurezza in vista di un conflitto. O ancora, potranno dare il loro contributo dopo una catastrofe naturale. «Una nazione è viva quando è viva la sua cultura», questo lo slogan dei Caschi Blu della cultura: la frase era scritta su un pezzo di stoffa messo sopra l’ingresso del Museo Nazionale di Kabul, nel 2002. Un monito poi scolpito su una targa in pietra.


Restauratori e militari nascono i “caschi blu” della cultura

Da: La Repubblica, 17 febbraio 2016
Restauratori e militari nascono i “caschi blu” della cultura
SARA GRATTOGGI
ROMA.
Sarà formata inizialmente da trenta carabinieri specializzati e da trenta esperti del Ministero dei Beni culturali, fra studiosi e restauratori dell’Opificio delle Pietre dure e degli istituti per la Conservazione e il restauro, per la Documentazione e il catalogo e per la Conservazione del patrimonio archivistico e librario. Ma in futuro ne faranno parte anche docenti universitari, che hanno già dato la propria disponibilità. È questo il volto della task force italiana di “Unite For Heritage”, nata ieri con la firma dell’intesa fra governo e Unesco. I “caschi blu della cultura” non entreranno in azione su fronti di guerra, ma interverranno preventivamente o ex post in aree di crisi o catastrofi naturali, su richiesta dell’Unesco, per pianificare operazioni di salvaguardia, formare il personale locale, stimare i danni al patrimonio e contrastare il traffico illecito di beni culturali, con cui spesso il terrorismo si finanzia. «Siamo il primo Paese che mette a disposizione dell’Unesco una task force per la difesa del patrimonio mondiale» ha sottolineato il ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, ricordando che è stata proprio l’Italia a presentare all’Unesco la proposta adottata all’unanimità lo scorso autunno. La task force – «un pezzo molto italiano della lotta al terrorismo » per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni – potrà contare sull’esperienza dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale, già impegnati in passato in Kosovo e in Iraq, dove hanno recuperato «1.700 reperti saccheggiati dal Museo di Bagdad» hanno ricordato il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, e la titolare della Difesa, Roberta Pinotti. E in futuro anche il Miur darà il proprio contributo, redigendo «liste di ricercatori e docenti nelle aree necessarie» ha spiegato il ministro Stefania Giannini. Con la speranza, espressa dal direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, che «molti altri Paesi seguano la strada dell’Italia». Nel frattempo, nascerà a Torino un Centro di formazione e ricerca Unesco sull’economia della cultura che «potrà essere utilizzato anche per la formazione del personale in aree a rischio».

Caschi blu della cultura, pronta la task force italiana al servizio dell’Unesco

Annalisa Cinque 

Nascono i «caschi blu» della cultura e l’Italia si conferma in prima linea per la difesa del patrimonio artistico mondiale nelle aree di crisi, minacciato dalla barbarie dei terroristi. Le immagini dello sfregio di Palmira, sito archeologico romano in Siria devastato dall’Isis, hanno fatto il giro del mondo. Diventando il simbolo di «un attacco contro identità, culture e religioni diverse», ha sottolineato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini alla cerimonia che ha istituito la task force italiana «Unite for Heritage», la prima in assoluto che fornirà un sostegno sul campo all’Unesco. Il gruppo di pronto intervento, composto da personale specializzato civile e carabinieri per la tutela del patrimonio, avrà diversi compiti: valutare i rischi e quantificare i danni al patrimonio, ideare piani d’azione, formare personale locale, fornire assistenza al trasferimento di oggetti in sicurezza e rafforzare la lotta contro il saccheggio e il traffico illecito di reperti. «L’Italia esercita il suo naturale ruolo di leadership nella tutela del patrimonio culturale mondiale con oltre 170 missioni archeologiche in tutto il mondo», ha aggiunto Franceschini, ricordando che è stato il nostro Paese a presentare all’Unesco la proposta dei «Caschi blu». (Il Mattino) 

L’Unesco affida all’Italia i Caschi blu della cultura

Nel giro di poche settimane i Caschi Blu della Cultura saranno operativi. Ieri mattina è stata firmata l’intesa tra il Governo italiano e l’Unesco per la costituzione della task force italiana per la tutela del patrimonio culturale mondiale messe in pericolo da calamità naturali o conflitti. L’Italia mette in campo un primo contingente di 60 unità fra storici dell’arte, studiosi, restauratori e carabinieri del comando tutela patrimonio culturale per intervenire nelle aree di crisi. E apre anche un centro di formazione per i futuri componenti della task force. Il centro avrà sede a Torino, assisterà l’Unesco nell’attuazione della sua agenda e organizzerà corsi di formazione e attività di ricerca in difesa del patrimonio culturale. L’intesa è stata firmata dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni e dal direttore Generale Unesco Irina Bokova alla presenza del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, della ministra della Difesa Roberta Pinotti, della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.  
Il tempio Baalshamin distrutto dai terroristi dell’Isis a Palmira

Prevede la nascita sotto l’egida Unesco di una formazione internazionale ma composta per intero da italiani in grado di agire in situazioni di pericolo. «Un successo italiano nel nome della difesa della cultura e della civiltà», lo ha definito il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Un successo e un primato, ha sottolineato: «Siamo il primo Paese che mette a disposizione dell’Unesco una task force completamente dedicata alla difesa del patrimonio culturale mondiale. «La task force - ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni - potrà operare con l’Unesco su diversi fronti, dagli interventi di emergenza alle calamità naturali, dal recupero e salvaguardia del patrimonio culturale e naturale al contrasto del traffico illecito. Il patrimonio culturale gioca un ruolo fondamentale nel rafforzare l’identità, la coesione e le capacità delle comunità umane, che sono presupposti per la convivenza pacifica e lo sviluppo sostenibile».  

In futuro, attraverso il contributo fornito dal Miur, entreranno a far parte di questa unità anche atenei e docenti universitari che hanno già manifestato la propria disponibilità. «Il Miur - ha spiegato la ministra Giannini - avrà il ruolo di individuare le competenze scientifiche e di redigere liste di personale qualificato a dare un contributo concreto all’iniziativa». La task force interverrà tramite l’Unesco su richiesta di uno stato membro che sta affrontando una crisi o colpito da una catastrofe naturale per stimare i danni sul patrimonio culturale, pianificare operazioni per misure di salvaguardia del patrimonio culturale e naturale colpito, fornire supervisione tecnica e formazione per assistere i restauratori locali nelle azioni di tutela, prestare assistenza al trasporto in sicurezza di beni culturali mobili, contrastare il saccheggio e il traffico illecito di beni culturali. 

«Spesso in passato ci siamo trovati a difendere beni di valore inestimabile in teatri di guerra - ha detto il ministro Pinotti - oggi per la prima volta costituiamo una struttura in grado di intervenire dove il patrimonio artistico e culturale è minacciato e di farlo in un quadro di legittimità giuridica. Siamo intervenuti in tante aree di crisi e continueremo a farlo sempre operando con rispetto per le autorità locali e per le sensibilità culturali dei luoghi in cui andremo, grazie anche alla grande esperienza dei reparti specializzati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale».  

di Flavia Amabile, La Stampa 


martedì 16 febbraio 2016

Nascono i caschi blu della cultura

 
Roma, nascono i caschi blu della cultura. Franceschini: "Italia primo Paese" 
Al via la task force italiana "Unite for heritage" sancita dal memorandum firmato oggi nella Capitale tra il governo italiano e l'Unesco
 
16 febbraio 2016
 
"Siamo il primo Paese che mette a disposizione dell'Unesco una task force completamente dedicata alla difesa del patrimonio culturale mondiale. Spero siano molti i paesi a seguire questa strada": parole del ministro dei Beni e delle attivita culturali, Dario Franceschini, a Roma per la firma del memorandum tra Italia e Unesco per la costituzione dei caschi blu per la cultura, la task force italiana che sarà operativa da subito. "Siamo entrati in un tempo che non pensavamo di dover vivere - ha detto Franceschini - Il patrimonio del mondo non è più minacciato nel corso di un conflitto dalle azioni di guerra, come avveniva nella seconda guerra mondiale. Ora la distruzione viene filmata e usata come propaganda, a simbolo dell'eliminazione della cultura diversa". "Il patrimonio culturale è di tutti - ha concluso- e tutti abbiamo il dovere di proteggerlo e difenderlo". "La nostra risposta" agli attacchi contro il patrimonio artistico e culturale - ha commentato la direttrice dell'Unesco Irina Bokova - "è la ricostruzione di un mausoleo, il restauro degli scritti della sapienza islamica, dalla matematica all'astronomia. La nostra risposta è nella ricostruzione del ponte di Mostar". Gentiloni: passo importante contro il terrorismo "La coalizione Unite Heritage "è un pezzo molto italiano per la strategia dell'antiterrorismo. Molto italiano, ma che altri paesi e l'Unesco condividono e che, col passare del tempo, diventerà sempre piu' importante per il contrasto al terrorismo": così il mistero degli Esteri Gentiloni, presente alla cerimonia. Gli attacchi terroristici mirano a "cancellare la diversità e il pluralismo". "Con questa iniziativa - ha aggiunto - diamo il buon esempio, è l'Italia che fa l'Italia, e in una giornata come questa di oggi possiamo esserne orgogliosi". Come funzionerà la task force L'unità specializzata è formata dal nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale e dagli istituti del Mibact, istituto superiore per la conservazione e il restauro, opificio delle pietre dure, istituto centrale per la documentazione e il catalogo e istituto centrale per la conservazione e il restauro per il patrimonio archivistico e librario. La formazione a Torino Alle terme di Diocleziano, durante una cerimonia affollatissima, anche il sindaco di Torino, Fassino, che con Franceschini e Gentiloni ha firmato un accordo internazionale per l'istituzione del nuovo centro di formazione Unesco nel capoluogo piemontese. Verranno così formati a Torino anche i funzionari che si occuperanno della difesa del patrimonio artistico e cultura del pianeta. Un'iniziativa fortemente voluta dall'Italia "L'Italia - ha detto Franceschini - è stata il primo Paese a parlare di caschi blu della cultura", in seguito all'indignazione per le distruzioni di siti archeologici compiute dall’Isis. Un progetto che ha preso il via lo scorso ottobre quando è stata approvata una risoluzione all'Unesco presentata dall'Italia e cofirmata da 53 Paesi. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Nascono-caschi-blu-della-cultura-a-Roma-Franceschini-Italia-primo-Paese-db203361-7c3d-434e-b118-fe77c8759461.html

Caschi blu della cultura: cosa sono e a cosa servono

Archeopop ci spiega cosa sono e a cosa servono

I Caschi Blu della Cultura sono nati ufficialmente il 16 febbraio 2016 sotto l’egida dell’UNESCO. Si tratta di un’unità nazionale specializzata composta da Carabinieri e da esperti civili, costituita con l’obiettivo di operare in situazioni di guerra e di calamità naturali direttamente sul campo con compiti di formazione e operativi.
Gli accordi per la costituzione della task force italiana a difesa del patrimonio culturale sono stati siglati presso le Terme di Diocleziano di Roma dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal Direttore Generale UNESCO Irina Bokova, che hanno sottoscritto anche la costituzione di un centro di eccellenza per gli studi sull’economia della cultura, l’IRTECH, che avrà sede a Torino. Una giornata importante per l’Italia perché, come ha ricordato il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: “Siamo il primo Paese che mette in pratica la risoluzione, approvata dall’Unesco su iniziativa italiana, che prevede la creazione di una task force nazionale per la tutela del patrimonio”

Cosa sono i Caschi Blu della Cultura

La 38ª Conferenza Generale dell’Unesco (Parigi, novembre 2015) ha adottato una risoluzione per il rafforzamento delle azioni per la protezione del patrimonio culturale e il sostegno del pluralismo culturale in caso di conflitti armati, invitando tutti gli Stati membri dell’organizzazione a dare il loro contributo in tal senso.
Il Governo italiano ha proposto l’istituzione di un corpo speciale coordinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Questa task force italiana, chiamata #unite4heritage o più familiarmente Caschi Blu della Cultura, è composta da esperti altamente qualificati nel campo della salvaguardia, del recupero e della protezione del patrimonio culturale e ambientale, da personale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, e si inserisce nel solco della “Unesco’s Global Coalition – Unite4Heritage” lanciata dal Direttore Generale dell’UNESCO Irina Bokova nel giugno 2015. Le spese per la costituzione e il mantenimento del corpo speciale saranno sostenute dal Governo, mentre il MIUR si è impegnato ad identificare competenze utili al progetto selezionando specialisti da inserire nella task force.
Il ruolo dei ricercatori è stato tenuto in grande considerazione nel corso della cerimonia e più volte rimarcato, anche dal Direttore Generale UNESCO Irina Bokova:
“Non ricordo di aver visitato una sola missione in cui non ci fossero archeologi ed esperti italiani”
caschi blu cultura domiziano

Funzioni e modalità di intervento dei Caschi Blu della Cultura

carabinieri tpc
Il nuovo logo dei Carabinieri TPC per la task force #unite4heritage
La task force #unite4heritage potrà agire su richiesta di uno Stato membro dell’Unesco che affronti una crisi politica o disastri naturali. Su assenso del Governo i Caschi Blu della Cultura potranno operare preventivamente, nel corso o subito dopo la conclusione della crisi con diverse funzioni:
  • valutazione dei danni e dei rischi per il patrimonio culturale e ambientale;
  • elaborazione di piani operativi e misure d’urgenza per la salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale interessato da danni (catalogazione, expertise);
  • collaborazione con le autorità nazionali del Paese colpito, fornitura di supervisione tecnica e formazione del personale sullo sviluppo delle misure per la protezione del patrimonio culturale e ambientale;
  • messa in sicurezza del patrimonio culturale mobile e assistenza in caso di trasferimento da zone a rischio a luoghi sicuri;
  • contrasto del saccheggio e del traffico illecito di reperti attraverso le attività dei dipartimenti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Cos’è l’ITRECH

Il secondo documento firmato il 16 febbraio presso le Terme di Diocleziano di Roma è un protocollo d’intesa per l’istituzione a Torino, sotto gli auspici dell’UNESCO, di un centro di formazione per l’economia della cultura.
Si chiamerà ITRECHInternational Training and Research center on the Economics of culture and World heritage, e sarà costituito come Ente autonomo e sostenuto da una serie di istituzioni internazionali, locali ed universitarie torinesi, tra le quali l’Università degli Studi di Torino, il Centro di Formazione Internazionale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITC-ILO), il Consorzio La Venaria Reale e il Centro di Ricerca sull’Economia della Cultura “Silvia Santagata”. Il Centro, che opererà all’interno dell’area di proprietà del Comune di Torino denominata “Campus ONU”, sarà dotato di piena autonomia finanziaria e sarà pienamente responsabile, sotto ogni profilo, per la gestione amministrativa, contabile e finanziaria delle proprie attività.
I suoi obiettivi principali:

Caschi blu della cultura: la via italiana della lotta al terrorismo

Così l'on. Rampi oggi dopo la presentazione della task force italiana.

“Oggi alle Terme di Diocleziano l'Italia e l'Unesco insieme hanno dato vita alla prima task force di caschi blu della cultura. Esperti e Carabinieri che combatteranno il traffico di beni culturali, difenderanno il patrimonio, interverranno in zone colpite da disastri naturali”. Lo dichiara il deputato democratico Roberto Rampi. 
Una nazione è viva quando è viva la sua cultura

“Un risultato concreto e straordinario. Quando presentai la prima interrogazione su questo tema in Parlamento - aggiunge Rampi - mai avrei pensato che in tempi così rapidi si riuscisse ad arrivare alla fase operativa. Ancora non c'era stata Palmira. Ma c'erano state le distruzioni di Mosul, il traffico di reperti, la fuga delle nostre missioni archeologiche dalla piana di Ninive. L'Italia c'è e ha fatto la sua parte. E dopo la risoluzione parlamentare attraverso le decisioni prese prima a Milano Expo e poi all'assemblea dell'Unesco oggi quell'idea, quel bisogno diventa realtà.
“La tutela del patrimonio culturale - conclude l’esponente democratico - è lotta a una delle principali fonti di finanziamento del terrorismo e al tempo stesso la difesa della diversità culturale, della convivenza tra culture che è il vero nemico che il terrorismo combatte”.

Nascono i cashi blu della cultura


Martedì 16 febbraio alle ore 11 presso l’Aula X delle Terme di Diocleziano a Roma, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania  Giannini e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette parteciperanno, insieme al Direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, alla Cerimonia per la nascita della Task Force italiana "Unite for Heritage" a difesa del patrimonio culturale. Parteciperà anche il sindaco di Torino, Piero Fassino che, a margine della cerimonia, firmerà un Accordo internazionale con l’Unesco per l’istituzione del nuovo Centro di formazione a Torino.
Fonte: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo